venerdì 5 ottobre 2007

Breed 77


Il meltin' pot culturale e sonoro dei Breed 77 si dirige sempre più verso il Sud America ed enfatizza la componente caliente del proprio metal moderno e dalle tendenze nu. Al terzo album la compagine di Gibilterra decide di puntare ancora di più sul mercato latino, come il (sotto)titolo stesso del disco suggerisce, per aprirsi una strada verso un successo che si è visto negare sui lidi di un nu metal ormai in fase di estinzione, piuttosto che soltanto calante. Così la componente arabo-spagnola spezia tutto il disco, donando un gustoso sapore piccante ai pezzi di per sé riusciti (a partire da "Remember that Day") e finendo, invece, per nauseare quando diventa unica ragione d'essere di canzoni che non si reggono con fermezza su fragili riff o linee vocali abusate.Il metal dei Breed 77 si pone infatti all'incrocio tra l'estro schizoide dei System Of A Down, qui notevolmente banalizzato, non fosse per l'idea vaga di contaminazione culturale e un sound che fa riferimento alla stessa moderna pesantezza, e la ruffianità dei Nickelback, il cui stile emerge a tratti dalle melodie vocali. Nonostante il nuovo impulso etnico con cui i Breed 77 cercano di sospingere la propria musica, l'equilibrio vincente risulta comunque ancora quello che si regge sulle ritmiche martellanti sfoggiate a centro disco, mentre le ballate come "Look at Me Now" o le progressioni ispaniche come "The Game" si rivelano dei passi falsi atti a dimostrare che la band riesce a cogliere nel segno principalmente quando decide di pestare sull'acceleratore e liquidare la questione originalità con un semplice cenno al livello medio del mercato. In questi sparuti casi c'è di che divertirsi.

Nessun commento:

Mel

Vita Eterna

.mid">