domenica 21 ottobre 2007



vivo continuo a vivere nessuno sa più nulla di meio esisto troppi dimenticano in fretta cammino al tuo fianco mentre sorridi sicuro di tesono in ogni vicolo buio per ricordarti la normale quotidianità metropolitanae in modalità subliminale il mio ghigno appare in ogni tubo catodicosono nato e vissuto 10 20 30 40 50 anni primaogni nuovo stupido supereroe ha uno spazio cerebrale danneggiato dalla mia forza osservare come pesci in un acquario".


ronzio nella mia testa circuitale dal 1968.1986.1982.1978.3017ucciso il mio padronevivo da allora impazzito e carico di violenzatra diversi livelli d'una attuale megalopoli dove la normalitàè rabbia violenza distruzione

Znort! Ranxerox, il coatto sinteticoDa Stampa Alternativa un volume di Stefano Tamburini
STEFANO TAMBURINI È UNO DEI GRANDI DIMENTICATI dei nostri tempi: non solo inventò Ranxerox, il coatto sintetico destinato a sfondare nel fumetto d'autore, ma precorse mode e modi con quei bei 20 anni d'anticipo. Tanto per dirne una, fondò un giornale a fumetti e lo chiamò "Cannibale", un nome di cui si sarebbe appropriato molti anni più tardi l'omonimo club di giovani scrittori (e mai nessuno che si sia sognato di riconoscergli il copyright). Per dirne un'altra, ancora più recente, basta far mente locale al tormentone estivo del '99, il supercafone di Er Piotta, che con la sua "robba coatta" ha portato alla ribalta l'estetica del "tozzo", come sono chiamati a Roma i borgatari irredimibili. Anche in questo caso Tamburini aveva intuito per primo, quando ancora la capitale si contorceva negli ultimi spasmi degli anni '70, che i decenni prossimi venturi sarebbero stati sotto il segno del coatto. Ecco allora esplodere "Rank Xerox, un fumetto pieno di violenza gratuita", come titolava il numero 0 di Cannibale di giugno 1978. All'alba del 2000 ci ha pensato Stampa Alternativa, con "Stefano Tamburini - Ranxerox il coatto!" (12mila lire) a rendere l'onore delle armi a Strèkeno, come si firmava l'autore. E' un volumetto di 40 pagine che ai collezionisti puri non dirà granché, visto che si tratta delle prime storie di Rank pubblicate a puntate su Cannibale, ma per chi voglia documentarsi sull'origine del cyborg assemblato da uno studelinquente coi resti di una fotocopiatrice è un testo da non perdere, anche perché quei numeri di Cannibale sono praticamente introvabili. Il segno, un bianco e nero metropolitano, è sporco e lontano anni luce dal teppista michelangiolesco che sarebbe stato disegnato, da Frigidaire in poi (1980), da Tanino Liberatore. In compenso queste prime strisce di Rank possiedono una carica primitiva ed eversiva che la ricercatezza delle versioni successive, molto più sofisticate e a colori, ha inevitabilmente annacquato (pur dando a Liberatore quel che è di Liberatore). Le avventure di Rank a passeggio per una Roma solcata dalla metropolitana a 30 livelli, in realtà, non erano farina esclusiva del sacco di Tamburini, ma frutto del lavoro a sei mani dello stesso Tamburini, di Liberatore e di Andrea Pazienza. Oltre alle storie di Cannibale è stata ripescata "The modern dance", comparsa sul Male del 9 gennaio '80. Il libro di Stampa Alternativa contiene anche un'intervista a Tamburini, che morì per overdose nell'86, a 31 anni, l'inedito soggetto del film ispirato al coatto sintetico e il gustosissimo scambio di lettere fra la multinazionale Rank Xerox e la redazione del "Male", nel febbraio dell'80. L'azienda proprio non ci stava a essere associata a tanto modello di depravazione e intimava di "cessare immediatamente l'uso del nome". Replica del Male: "Accettiamo la sfida della Rank a cui sapremo opporre il fierissimo Xerox, figlio degenerato sì, ma non cretino. Fatevi sotto!". Le trappole legali sarebbero state scongiurate dagli autori con un escamotage da quinta elementare, la fusione in "Ranxerox" delle generalità del coatto.

1 commento:

mordz ha detto...

www.stefanotamburini.com

Mel

Vita Eterna

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