sabato 17 novembre 2007

MUltiverso




Per multiverso si intende un insieme di universi alternativi al di fuori del nostro spaziotempo, spesso denominati dimensioni parallele, che nascono come possibile conseguenza di alcune teorie scientifiche, e che spesso fanno da ambientazione a romanzi di narrativa fantasy o fantascientifica.

Il multiverso nella cosmologia [modifica]
Questa sezione sull'argomento fisica è solo un abbozzo. Se puoi, contribuisci ad ampliarla.
Il concetto di multiverso fantasy e fantascientifico prende spunto da quello cosmologico. Il multiverso è,
scientificamente parlando, un insieme di universi coesistenti previsto da varie teorie, come quella dell'Inflazione eterna di A. Linde o come quella secondo cui da ogni buco nero esistente nascerebbe un nuovo universo, ideata dal fisico Lee Smolin. Le dimensioni parallele sono contemplate anche in tutti i modelli correlati al concetto di D-brane, classe di P-brane inerenti la teoria delle stringhe. Per Universi paralleli non si intende un insieme di Universi affiancati l'uno all'altro; essi infatti si compenetrano, ma non interagiscono in alcun modo fra loro[citazione necessaria].

Hugh Everett III e la sua "interpretazione a molti mondi" [modifica]
Il concetto di multiverso nasce dalla cosiddetta "
interpretazione a molti mondi" della meccanica quantistica, originariamente proposta da Hugh Everett III nella sua tesi di dottorato (The Many-Worlds Interpretation of Quantum Mechanics, abbreviata MWI); questa interpretazione prevede che ogni misura quantistica porti alla divisione dell'universo in tanti universi paralleli quanti sono i possibili risultati dell'operazione di misura.
La teoria del multiverso proposta da MWI ha un parametro di tempo condiviso. In molte se le sue formulazioni, tutti gli universi constituenti sono strutturalmente identici tra di essi ed anche se possiedono le stesse
leggi fisiche e valori delle costanti fondamentali, possono esistere in stati diversi. Gli universi costituenti sono inoltre non-comunicanti, nel senso che non può esservi un transito di informazioni tra di essi, anche se nell'ipotesi di Everett, potenzialmente possono esercitare un azione reciproca [1]

« "Quel che la teoria di Everett NON prevede: "Ad un certo momento, carico di magia, il mondo va incontro ad una sorta di 'divisione' metafisica in due rami che subsequentemente non interagiranno mai più" Questa non è soltanto una cattiva rappresentazione della MWI, ma inoltre, é anche inconsistente con il postulato di Everett, dal momento che la conseguente evoluzione nel tempo può in principio fare che i due termini... interferiscano. In accordo alla MWI, esiste, esisteva e sempre ci sarà, una unica funzione d'onda, e soltanto i calcoli di de-coerenza, non i postulati, possono dirci se è una buona approssimazione il trattare due termini come non-interagenti" attravverso l'interferenza quantistica »
(Hugh Everett III)

Interpretazione di Copenhagen [modifica]
Altre interpretazioni includono quella di
Copenhagen e quella a storie consistenti. [2] Lo stato dell'intero multiverso è correlato agli stati degli universi costitutivi dalla sovrapposizione quantistica, ed è descritto da una singola funzione d'onda universale. Simili a questa visione sono l'interpretazione a molteplici storie di Richard Feynman e quella di H. Dieter Zeh a molte-menti.
L'interpretazione a molti mondi (Many Worlds Interpretation) non può spiegare l'apparente
universo antropico, questo perché le costanti fisiche di tutti i "mondi" sono le stesse. L'interpretazione a molti mondi può, comunque, spiegare l'esistenza (all'apparenza improbabile) di un pianeta come la Terra. Vedasi l'ipotesi "Rare Earth hypothesis". Se l'interpretazione a molti mondi fosse corretta, allora esistono così tante copie del nostro universo che l'esistenza di almeno un pianeta come la Terra non é sorprendente.

Teoria del Multiverso di David Deutsch [modifica]
Inoltre la "Teoria del Multiverso" conosce una fondamentale argomentazione da parte del fisico
David Deutsch, uno dei massimi teorizzatori viventi della computazione quantistica e dei computer quantistici, che prevede proprio nella realizzabilità di tali dispositivi la prova sperimentale di una iper-struttura cosmologica detta appunto multiverso.

Possibile misurazione degli effetti del multiverso [modifica]
Nel luglio del 2007 Tom Gehrels della University of Arizona ha pubblicato un articolo dal titolo "The Multiverse and the Origin of our Universe"
[3], in cui vengono suggeriti degli effetti misurabili dell'esistenza del multiverso.

Il multiverso nella fantascienza [modifica]
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Uno dei filoni che più si avvale di tale ambientazione è il genere
ucronico, che ha in autori come Philip Dick e Harry Turtledove due fra i maggiori rappresentanti, mentre in Italia, questo genere ha in Giampietro Stocco uno dei suoi esponenti di spicco. Nell'ambito del fantasy, il termine multiverso è stato usato meno che nella fantascienza, ma è comunque presente, ad esempio nel ciclo del Campione Eterno di Michael Moorcock.
Il concetto di multiverso è abbondantemente utilizzato nei
fumetti di supereroi, in particolare da quelli della DC Comics ma anche da quelli della Marvel Comics. Le terre parallele dell'Universo DC (sebbene ridotte nel corso del tempo, per esempio dalla celebre saga Crisi sulle Terre infinite) sono un esempio tipico dello sfruttamento di questa idea nella letteratura disegnata.

Bibliografia scientifica [modifica]
H. Everett, in “The Many-Worlds Interpretation of Quantum Mechanics”, B. S. DeWitt & N. Graham (eds.),Princeton Univ. Press, Princeton (1973)
Max Tegmark,
Parallel Universes
Max Tegmark,
Many lives in many worlds
Martin Rees, Prima dell'Inizio, Raffaello Cortina Editore, 1998, Milano (
ISBN 8870785084)
David Deutsch, La trama della realtà
David Deutsch,
The Structure of the Multiverse
Tom Gehrels,
The Multiverse and the Origin of our Universe
Nature,
Volume 448 Number 7149 pp1-104 (Il numero di Nature del 5 luglio 2007 [4] è interamente dedicato al multiverso).

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Mel

Vita Eterna

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