venerdì 28 dicembre 2007

sono matto


In le mille e una sorelle andando volavavano nel mar del deserto orientale.

E mentre era li il trio di basse giraffe sognava di di sognare un sogno in cui eran tuutti svegli ..alzati eran le dune di pierta e forte soffiava i lieve stantuffo di giada mentre nel blu d'un ciel di ragione andavaan in coppi du ombre di persone.

Mangia amor ,diceva il bimbo alla mammma mentre u can prendeva li il fiornale dal padre e il nonno trombava la nonna della madre della sorella del padre della madre della zia di mia zio alla terza.

E andandando andavano i pensieri vaganti in pietre erranti tirate su fiumi di parole vaganti scritte in lingue morte e sepolte in tyerre giovani e risorte.

Nell'abbisso s'inabbissava il terrore dell'error di un francesce con un pessimo odor che di rigor mai nessuno ne parò ne il bagno maitento.

E il verme strisscia di fiera bava su zampe tante quante il mille di piedi avesse e se mai egli senmpre di fu tento ma il pensier piu nessun accontentò.

Gira su ceppi accesi il corbo alla brace di mele ripieno di sangue di bue che il Dio nostro assaggio nella cena nuziale di giuda al congrasso delle menti inferiori insytuito dalle superiori.

E cosi fi il padre e il figlio e si fu la madre e la bestia e se fu in figlio in onor fu ad e sso in sso stess fin de su a mi fre do nare in su arroste da jik lo das mei nei.

E fu vespa di liberto in guisto arbitrario in cella di libberta in pagiane di fuoco fuori da mente di umani in calorifero augurio.

E furono auguri per menti migliori e sane di dolce pazzia nelle quali nostre molte gnerazioni di grande fiducia ripongon memoria.

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Mel

Vita Eterna

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