martedì 4 marzo 2008

Ma ledì zio ne in Me


Anni di nulla in Essere

Odio sgorgante di vuoto Dolore

Potenza repressa in vago Malore

Viaggio errante in colorito Trasmettere


Vado per sentieri miei qualora il mondo d'andar non voglia in rima dispersa in lento procedere

Vago errabondo e dimenticato in mari fluidi di pagine scolorite mentre nel cor porto favella di infanzia lontana.

Miro albe e tramonti in lontano giunger di pietra e lacrima

Lavo sapor di rottura in manto di dolce amarezza

Vedo amicizie incolori passar nel vuoto d'uno sguardo affogato in terreno di gelido fuoco

Sento in me vaghe sensazioni di prorompenti emozioni cogliere l'animo mio in estasi

e vado in esse per codardia o forse in vago sperar di dolce distruzione

Non io voglio amar poiche d'odio il cuore

E vano resta il desiderio di solido esilio

Ma tra vane speranze e corposi geloni di turbinante malessere vè speranza di ritorno

e gioie e felicità ritornan in sfondamento

Passato e futuro incontro per strada

Un presente vago vedo anteporre ad un imperativo reale

E Vado e Sono

Di morte risorto in un giorno d'inverno.

2 commenti:

luigi ha detto...

Sulle virgole: no, no, fai come vuoi tu. La mia era solo una osservazione

matteo ha detto...

luigi basta co ste virgole! livio è la voce che non dorme della mente non ottenebrata

Mel

Vita Eterna

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