martedì 11 marzo 2008

Mac p100


Centodue, centouno, cento Ultimo anno di liceo, ultimi mesi di scuola. Tra aprile e marzo gli studenti maturandi capiscono che gli esami sono ormai una realtà e inizia così il conto alla rovescia. Centodue, centouno, cento . Cento giorni agli esami. Ma il conteggio dei giorni è meno scontato di quello che sembra: in realtà i giorni si cominciano a contare non in vista dell'esame ma in vista dei cento giorni prima dell'esame. E che senso ha? Da una parte cento giorni prima dell'esame sottintendono altri cento giorni (precedenti) passati, teoricamente, sui libri e quindi il periodo dovrebbe essere quello in cui si è più stanchi mentalmente. Dall'altro cento giorni sono davvero pochi e l' angoscia inizia a salire.are con la scuola. Gli imprevisti Così fin dai tempi dei nostri genitori per esorcizzare l'incombente appuntamento si cerca di organizzare qualcosa. - lo sai che parto per i cento giorni? - e così ci si sente rispondere da amici, genitori e nonni: cento giorni? ma non saranno un po' troppi! Oppure: Quanti giorni? Ma guarda che hai gli esami quest'anno! Un tempo cento giorni prima degli esami si incontravano tantissimi ragazzi molto fricchettoni per strada che raccoglievano monetine in contenitori di latta chiedendo un "Contributo per i cento giorni". Ora il "contributo" viene gentilmente reso direttamente dai genitori e non si chiedono più monetine ma direttamente il bancomat. Si decide così di comune accordo con i compagni di classe un posto isolato dal mondo, dai prof. e dai libri, a stretto contatto con la natura, la campagna e i prati. La scelta ricade spesso o su un luogo sulla costa vicino al Circeo o, molto più comunemente, su un casale in Toscana. Si parte Si decide ovviamente di andare in macchina per essere più autonomi possibile. Ma per la maggior parte dei ragazzi questo rappresenta il primo viaggio serio e così a volte il percorso stradale diventa una vera e propria odissea con uscite dai caselli sbagliate, isterismi da traffico, paranoie da benzina. Così si parte tutti insieme ma si arriva in diversi momenti della giornata con ritardi degni di Malpensa. Una volta arrivati si scelgono le camere in maniera tutt'altro che democratica: le più gettonate sono quelle vicine all'impianto di riscaldamento centrale (il camino), alla cucina e ai bagni. I più lenti si aggiudicano invece le camere più isolate, più fredde e lontane dal cibo. Si danno poi gli incarichi da svolgere durante la vacanza (cinque, sei giorni): gli addetti a cucinare, a sparecchiare, a pulire i piatti, a fare la spesa e infine i fuochisti(per il camino). Un rapido giro intorno al luogo di alloggio per dare un'occhiata alla campagna, agli alberi, ai prati, all'erba. Erba ovunque, fuori e dentro casa. Fuori viene usata per distendersi e rilassarsi, dentro casa rilassa direttamente senza che sia necessario sdraiarcisi sopra. Una vacanza che viene costruita dunque con l'intenzione di riposarsi al 100% senza pensare a nulla che abbia un minimo a che fare con gli esami. Forse sono proprio i fattori che rendono più movimentati i 100 giorni: può capitare che qualcuno si svegli (non la mattina sicuramente perché gli orari vengono un tantino sfalsati) casualmente con il dentifricio sulle mani e che nel tentativo di stropicciarsi gli occhi crei un ibrido inusuale con le lacrime . Si possono trovare scarpe con la brace dentro e caffè gentilmente preparati al risveglio in soluzione con qualcosa che non ha nulla a che vedere con il dolciastro. Dato il limitato budget i pasti non sono proprio di primissima qualità (rifornitori ufficiali i discount sfigatissmi della zona) e può accadere che qualcuno rendi palese la sua disapprovazione lasciando sgradevoli odori nel bagno con annessi sproporzionati ricordini. Ma può anche succedere di perdersi per le più improbabili stradine di campagna toscane , senza benzina con una cartina che va solo da Campobasso in giù e che l'unico passante in macchina sia un sordomuto con la faccia da maniaco. Ma i cento giorni sono anche un modo per conoscere meglio dei compagni che magari all'interno delle mura scolastiche vengono di solito etichettati e riconosciuti solo come sfigati o secchioni. Centodue, centouno, cento. Finisce la vacanza e finisce anche il conteggio. In fondo sarebbe solo masochismo continuare a conteggiare in vista degli esami. E perché farsi del male? E così si inizia a fare il conto alla rovescia per i cento (questa volta reali) giorni di vacanze estive.

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Mel

Vita Eterna

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