giovedì 3 aprile 2008

Chi mi prende?


Ma ecco... e già. -Ma ecco che arriva un'amica, una signora separata dal marito, un poco meno giovane, Più esperta e meno scrupolosa di Wanda, e già il suo influsso si fa sentire in questo senso-. L'azione è spezzata in due tempi, ma sono entrambi cominciamenti. Non c'è passaggio, il tempo è annullato.-Mi chiama dal balcone. Corro su per le scale, da Lei-.-Scendo di corsa... ed eccomi...-.



La pulsione fa il giro di un oggetto assente, oggetto della pulsione scopica è lo stesso sguardo, e il soggetto compare quando questo giro, giro di un bordo, delle labbra, di un seno, simile all'orlo nero di una silhouette, si chiude.



Ma non per il perverso. Giacchè è questo a distinguere ciò che Freud ha chiamato perversione rispetto alla nevrosi, ed è che, per il perverso, l'oggetto del desiderio, l'oggetto A non è mancante. Ma ecco... è già... significano entrambi una presenza. Qualcosa appare, che è già lì.



La facciata di un palazzo per musica. Ma ciò che accade dietro la facciata ha meno a che fare con il Suono, e la psicoanalisi ci ha detto molto di più sul rapporto della musica con la perversione, che non con il Movimento. Un movimento variato, animè et très dècidè, assez vif et bien rytmè, très modèrè, très mouvementè, très animè, che ci dà un segnale, un segnale di tempo.



Ciò che si snoda è l'universo fantastico che conosce la nostalgia, l'attesa e il rinvio, e qualcosaltro... . Le fantasie, la fobia, i mostri, i sogni, e non il conversare con la propria fredda statua di marmo che intratteniamo in apertura.



-Venere era distesa lì-, calda, ed è il buco di una serratura che ci dà nella prima l'oggetto mancante, la chiave di lettura.



Entrato in questo mondo guarda dalla prima allo spettatore, al testimone, ma lo sguardo che ci torna è la doppia immagine rovesciata, a sinistra e a destra della serratura, ci dice che nella serratira c'è uno specchio. Questa è la differenza.-Attraverso lo specchio- entriamo a nostra volta in un mondo che non è -davvero- al di là dei divieti e dei tabù, che non ha la -realità- distaccata, estranea, oggettiva della perversione. Che cosa è avvenuto?



La differenza è questa, che il personaggio è -Gregor- e il suo segreto è di chiamarsi -Severin-. Al contrario il personaggio è -Severin- e il suo segreto è di chiamarsi-Gregor-.



Questo scambio, e quello che comporta, è adombrato nell'errore di -Gregor- nell'approntare i cavalli per il calesse.-é tutto pronto Madame-. Ma -Gregor- ha sbagliato qualcosa. Madame aveva detto il cavallo nero a sinistra e lui ha fatto esattamente il contrario :Il cavallo Bianco appare in primo piano. Ma L'errore è corretto. Nel successivo è il cavallo Nero a trionfare.



A introdurci in questo mondo è stata spesso la macchina fotografica. Da essa nasceva avventure. Qui della macchina fotografica ritroviamo il gioco di positivo e negativo. E non chiama Freud la perversione il positivo il cui negativo è la nevrosi?



Se il perverso è un uomo normale con un segreto che sta nella possibilità di realizzarlo(-Severin- prende il nome di -Gregor-), tutto l'universo raccontabile è quello del nevrotico(-Gregor- perde il nome di -Severin-).



Come è possibile, ci si chiederà, che questo personaggio di -Gregor- il quale prova piacere solo nell'essere frustrato, calpestato, trattato come schiavo, fatto sodomizzare, da una donna, non sia poi quello che si vuole definire un perverso?



Che cosa gli manca?

Gli manca, diciamo noi, di non essere angosciato. L'angoscia infatti, quell'angoscia che poi inventa ed inserisce nel cuore del racconto, può essere molte cose nella storia della vita sessuale di qualcuno.

Può essere ciò che si segnale per la sua assenza all'epoca della fioritura di sessualità infantile quando la differenza tra i sessi non è ancora marcata e il flusso di desiderio può investire indifferentemente oggetti dell'uno e dell'altro sesso. Quando questa fase perdura o ritorna nell'adulto, troviamo la più assoluta immoralità negli atti della vita sessuale ma ancora non troviamo perversione.

Oppure, un pò più avanti nello sviluppo ma sempre prima che si ponga la scelta della nevrosi o l'essere, il trovarsi nella perversione(non c'è veramente una scelta tra nevrosi e perversione), l'angoscia apprende ad accompagnare l'eros, si erotizza e vi si accolla ma senza confondervisi, facendosi appunto accompagnamento in senso musicale e accompagnatrice nel senso di moglie, compagna, di un eros che non saprebbe più prescinderne per cui non si sà bene se sia lei l'angoscia o il piacere ciò di cui il soggetto va in cerca.

In questo caso l'angoscia esalta la Spazialità del piacere e mantiene perciò le coordinate in cui al soggetto è dato ancora di reperirsi, come tale.

Chi mi prende ?

nel caso in fine della parentesi narrativa che raffigura -Gregor- solo nella sua stanza, incollato alla sedia, è al tempo invece che l'angoscia vincola il soggetto. Gettato carponi, nudo, strisciante, senza ragione alcuna, giacchè è un nuovo gioco Freudiano del rocchetto ad essere proposto. qualcosa è lasciato andare e ripreso e questo qualcosa è -Gregor-.

Cosi si interpreta e si dilata un brevissimo accenno -Indugio un poco davanti alla porta ad aspettare- e ne fa l'occasione di un appello forte. In quel momento il comando: -Gregor-! non viene da Wanda ma viene dal luogo dell'altro. E cosi a rispondere non è più e solo il marito accondiscendente di Wanda, ma il solo e angosciatissimo -Gregor- Samsa, risvegliatosi trasformato in un enorme insetto, delle Metamorfosi di Kafka.

Il -Chi mi prende?- ha l'intensità di un grido di santa Teresa d'Avila e ci mostra ciò che l'angoscia, preservando il luogo del grande Altro, semplicemente tenendone il segno come tra le pagine di un libro, fa per il nevrotico tentato dalla soluzione perversa.

Nella parentesi solitaria di -Gregor- nella sua stanza l'angoscia non è assente, come nella prima possibilità che ho ricordato, non è nemmeno defunta come per il perverso, e neppure presente come moglie e compagna del -farfallone amoroso-: qui il personaggio è l'angoscia allo stato puro l'elemento chimico dell'angoscia.

Di questa angoscia è sostanziato l'esperimento di vedere fino a quali estremi può spingersi la sessualità umana senza cessare per questo di essere umana, senza che subentri il mostro. L'Enorme Insetto di Kafka non è altro che la libidine delle piccole porcherie ingigantita a prova fino a emulare l'orrore e la forza del Mostro. Sono grandi uguali, ma solo il secondo strazia e uccide senza angoscia.




6 commenti:

matteo ha detto...

lo so che non c'entra nulla ma mi è venuto in meno un tuo recente commento sul mio blog...da quello che dici sai già tutto su pirandello. pirandello dice sempre e sol oquello che hai messo in luce tu: l'uomo ingabbiato nelle convenzioni del tempo della storia in netto contrasto col continuo flusso del tempo della natura. a questo punto il collegamento con nietzsche è ovvio: riflessioni sulla società e la morale e dioniso

Anonimo ha detto...

seeeeee! troppo lungo baby! (il post) col cavolo che me lo leggo!
(l'immagine pero è spettacolare)

ciao amore

fungo

Dumuro ha detto...

SECURITY CENTER: See Please Here

sinistro ha detto...

ok

ivo ha detto...

ciao sinistro...a parte che ci commentiamo e non ci siamo mai presentati...
rimedio
paicere...io sono ivo...
ti commento solo per dirti che ho letto quello che hai scritto...ma in realtà non c'ho capito molto...lo rileggerò con calma...poi volevo ringraziarti per linkato il mio blog sul tuo...ma hai un appunto...hai scritto avior...mentre io sono aivor...non so se è fatto a posta o meno...se è fatto a posta sei un genio!

sinistro ha detto...

Piacere Livio, Ho inserito il tuo blog poiche lo trovo molto interessante e si Avior è scritto appositamente, comq. non fare troppo caso a quello che scrivo avrai notato che il mio blog è pochissimo commentato e questo perche la maggior parte o non capisce o non sà cosa commentare e questo è un pò frustrante in verità ma in tutti i casi mi fa molto piacere conoscerti anche se solo su blog, un saluto.

Mel

Vita Eterna

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