lunedì 28 aprile 2008

Parashat Bereishit


I primi capitoli della Bereishit, la parte che si apre con la creazione dell'universo e che si riduce, nel tempo, alla storia di Adamo ed Eva e la loro fatale cacciata dal paradiso (evento che segna l'inizio della storia dell'umanità), sottolineano il piacere derivante dall'albero della conoscenza: sappiamo che esso era una cosa buona, una delizia per gli occhi, qualcosa di -desiderabile per la comprensione- in altre parole, necessario alla distinzione, in definitiva, alla creazione (poiché è solo dopo averne mangiato i frutti che Adamo ed Eva procreano).

Nondimeno, tutti noi sappiamo anche che l'albero genera Dolore oltre che piacere.

Perché alla piacevole conoscenza che deriva dai suoi frutti si accompagna una grande sofferenza-La cacciata dal paradiso, L'Obbligo di lavorare, Il travaglio del parto- sino all'estrema tragedia, quella della morte.

Nella mia continua ricerca di plausibili significati insiti nella Parashat Bereishit, che, dopotutto, è l'inizio della vasta narrazione della Torah sulla storia del popolo ebraico, non ho ancora trovato risposta alla domanda che mi ero posto sin da bambino, quando lessi questo episodio durante una delle lezioni domenicali.

Perché, mi chiedevo, la conoscenza deriva da un'albero e non da una pietra, da una nuvola, da un fiume- o persino da un libro ?

gli alberi che all'epoca mi erano familiari non mi offrivano alcuna soluzione.

Sappiamo che l'albero della conoscenza nella Bereshit non era una quercia, nè un salice o un melo, ma un fico; lo desumiamo dal fatto che dopo averne mangiato il frutto, acquisendo la vergogniosa consapevolezza della loro nudità, Adamo ed Eva si coprirono con delle foglie di fico.

In proposito Friedman ha ben poco da aggiungere, apparte la considerazione senza dubbio interessante che quelle improvvisate coperture dei primi due esseri umani in realtà non erano -indumenti-, ma rozze protezioni, poiché è stato Dio, come recita la Genesi 3,21, a dar loro i primi indumenti. Invece Rashi approfondisce il dettaglio delle foglie di fico, traendone 8come spesso avviene) una conclusione Morale:-Si ripararono proprio con ciò che determinò la loro rovina-.

A mio modo di vedere, questo passaggio dalla rovina alla riparazione è intimamente connesso alla natura stessa della conoscenza, la quale è, nel migliore dei casi, un processo: dall'Ignoranza alla Consapevolezza, dalla-Rovina- intellettuale alla sua-riparazione-, dal Caos indistinto al Sapere sistematico.

La conoscenza, quindi, come pernicioso punto di partenza e di arrivo, fonte di dolore e al tempo stesso di piacere.

A mio avviso questa caratteristica del progresso può manifestarsi solo con il trascorrere del tempo e risponde, infine, alla domanda sul perché la conoscenza derivi da un albero.

L'albero è infatti un corpo che cresce e la crescita, come la conoscenza, può aver luogo solo attraverso il tempo, al di fuori del quale parole come-crescere- e -imparare- sono prive di significato.

Ed è il Tempo, alla fine, a conferire un significato e un senso al piacere e al dolore che derivano dalla conoscenza. Vi è un certo piacere nell'orgoglio di accumulare: dal vuoto e dal caos si passa all'abbondanza e all'ordine. Il dolore, d'altra parte, è associato al tempo in un'accezione leggermente diversa.

Per es.(poiché il tempo muove in una sola direzione), se si conosce una cosa non si può ignorarla, e di conseguenza determinati tipi di conoscenza sono dolorosi. E ancora: Mentre, come spiegavo prima, alcune forme di conoscenza recano piacere, fornendoci informazioni che si desiderava possedere e permettendo così di conferire un senso a ciò che appariva un caotico guazzabuglio, avviene anche che certe cose, determinati fatti, vengano appresi troppo tardi perché abbiano una conseguenza positiva.

2 commenti:

matteo ha detto...

beh questo è il tipico post di livio sul quale io personalmente non ho commenti da fare. Però commento perchè sennò livio nota che nessuno commenta. almeno un commento c'è. ciao livio!

sinistro ha detto...

Grazie mi stavo preoccupando e poi perche non si dovrebbero fare commenti ? è una mia teoria e se non commentate devo supporre che siate tutti d'accordo.

Mel

Vita Eterna

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