mercoledì 25 giugno 2008

Oppure la potremmo vedere dal lato di Freud



Può essere interessante, oggi che la psicoanalisi è sempre più spesso messa in discussione, fare un'immersione nei primi anni del movimento. Tanto più se ci permette di affrontare un problema scottante come quello dell'immagine femminile nel pensiero psicoanalitico. Sono i regali che ci arrivano da questo saggio, tradotto con oltre dieci anni di ritardo e nato dal sodalizio professionale tra una romanziera e uno studioso di psicoanalisi, docente all'Università di Cambridge.Lo scenario è quello sfolgorante dei primi decenni del Novecento, che vede intorno a Freud gli intellettuali che hanno contribuito a formare il pensiero moderno. Un mondo, quello degli albori della psicoanalisi, ben lontano dalle rigide procedute oggi previste dalla scuola freudiana: tanto da ammettere, oltre all'uso disinvolto di droghe, anche analisi in famiglia o tra amici, senza lunghi periodi di formazione, in uno scambio apparentemente disinvolto di ruoli che ha trasformato molte delle pazienti di Freud nelle signore della psicoanalisi. È in questo contesto che si inquadra la riflessione sul presunto antifemminismo di Freud, spesso accusato di generalizzare i suoi pregiudizi elaborando un modello che vede le donne eternamente condannate all'invidia del pene. La realtà, come spesso avviene, è più complessa: fin dai suoi inizi - notano gli autori - la psicoanalisi risulta fortemente distruttiva nei confronti «dei matrimoni basati sull'obbligo e sul dovere». In tutti i suoi scritti, anche i più personali, Freud si mostra sinceramente ammirato dalle capacità delle donne, e favorevole a una certa libertà sessuale. E certamente concede ampio spazio alle sue collaboratrici. Le pazienti/allieve di Freud sono donne che studiano e pubblicano, si destreggiano in complessi triangoli sentimental-psicoanalitici, come quello formato da Sabine Spielrein con Freud e Jung, e partecipano a contese per la supremazia dottrinaria e istituzionale, come quella che vede affrontarsi a Londra Anna Freud e Melanie Klein.Obiettivo del saggio è anche quello di non appiattire sotto un'unica etichetta personaggi così diversi tra loro. Così emergono ritratti come quello di Anna Freud - nell'iconografia tradizionale zitella frustrata e costretta all'ombra del padre, ma in realtà capace di condurre una vita intellettuale ricca e produttiva - o dell'aristocratica Marie Bonaparte, principale artefice dell'affermazione della psicoanalisi in territorio francese. O figure minori come le traduttrici inglesi di Freud Joan Riviere e Alix Strachey, l'americana Dorothy Burlingham, sodale e sostenitrice di Anna Freud, o la polacca Helene Deutsch, la più criticata nei circoli femministi eppure attenta studiosa della psiche femminile.E su tutte spicca il fascino travolgente di Lou Andreas Salome - «la più intima amica di Freud, ma anche la meno freudiana delle sue donne», notano gli autori - che entra nel mondo della psicoanalisi a 50 anni compiuti, e si getta in una nuova avventura intellettuale da lei considerata «un dono entusiasmante», che le permette di arricchire con il suo ottimismo le più cupe teorie freudiane.Donne diverse, ma con qualcosa in comune: sono tutte entusiaste di Freud, eppure definirle vittime del paternalismo freudiano è difficile. Anche la Bonaparte, soprannominata dai suoi colleghi Freud a dit, «Freud ha detto», per la sua ortodossia, non si perita di smentire il maestro su un questione importante come la presunta - e da Marie decisamente negata - superiorità dell'orgasmo vaginale rispetto a quello clitorideo.«Malgrado le sue dichiarate opinioni convenzionali sulle donne - concludono gli autori - Freud prediligeva nettamente come amiche donne che avevano scarsa attinenza con il modello». E forse oggi possiamo regalare al padre della psicoanalisi uno sguardo obiettivo. Accettandolo per quello che era: un uomo del suo tempo disposto, ma solo entro certi limiti, a far pesare nella propria vita privata le sconvolgenti rivelazioni nate dalle sue teorie.

Alle donne



Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,

ma anche degli uomini, che sempre

ti fanno bella con i loro cuori.

I poetai ti tessono una rete

con fili di dorate fantasie;

i pittori danno alla tua forma

sempre nuova immortalità.

Il mare dona le sue perle,

le miniere il loro oro,

i giardini d'estate i loro fiori

per adornarti, per coprirti,

per renderti sempre più preziosa.

Il desiderio del cuore degli uomini

ha steso la sua gloria

sulla tua giovinezza.

Per metà sei donna,

e per metà sei sogno.


-Rabindranath Tagore-

domenica 22 giugno 2008

Disegni



"Ascolta la donna quando ti guarda, non quando ti parla."


Gibran Khalil (1883-1931), poeta e scrittore libanese

sabato 21 giugno 2008

Highlander



J'ai embrassé l'aube d'été.Rien ne bougeait encore au front des palais. L'eau était morte. Les camps d'ombres ne quittaient pas la route du bois. J'ai marché, réveillant les haleines vives et tièdes, et les pierreries regardèrent, et les ailes se levèrent sans bruit.La première entreprise fut, dans le sentier déjà empli de frais et blêmes éclats, une fleur qui me dit son nom.Je ris au wasserfall blond qui s'échevela à travers les sapins: à la cime argentée je reconnus la déesse.Alors je levai un à un les voiles. Dans l'allée, en agitant les bras. Par la plaine, où je l'ai dénoncée au coq. A la grand'ville elle fuyait parmi les clochers et les dômes, et courant comme un mendiant sur les quais de marbre, je la chassais.En haut de la route, près d'un bois de lauriers, je l'ai entourée avec ses voiles amassés, et j'ai senti un peu son immense corps. L'aube et l'enfant tombèrent au bas du bois.Au réveil il était midi.


Ho abbracciato l'alba d'estate.Niente si muoveva ancora nel fronte dei palazzi. L'acqua era morta. I campi d'ombra non lasciavano la strada dei boschi. Ho camminato, risvegliando gli aliti vivi e tiepidi, e le pietre guardarono, e le ali si alzarono senza rumore.La prima impresa fu, nel sentiero già pieno di freschi e pallidi chiarori, un fiore che mi disse il suo nome.Risi al wasserfall biondo che si svincolò attraverso gli abeti: dalla cima argentata riconobbi la dea.Allora alzai uno ad uno i veli. Nel sentiero, agitando le braccia. Per la piana, dove l'ho denunciata al gallo. Nella città fuggiva tra i campanili e i duomi, e correndo come un mendicante sui sagrati di marmo, la cacciavo.In cima alla strada, vicino a un bosco di alloro, l'ho attorniata coi suoi veli ammassati, e ho sentito un po' il suo immenso corpo. L'alba e il bambino caddero giù dal bosco.Al risveglio era mezzodì.

venerdì 20 giugno 2008

Son son Nino



[...]Il Socialismo si organizza minaccioso da un lato; Il Clericalismo con intenti teocratici dall'altro; Dispotismi soffocanti ogni libertà civile e morale, tanto questo che quello; La parte liberale moderata[...] è paralizzata dal sentimento dell'insuccesso delle principali dottrine da lei fin qui professate e decantate.[...]


Il politico ed insigne studioso Sonnino, autorevole esponente del nostro parlamento, da la -Nuova Antologia-(1° gennaio 1897), dall'articolo -Torniamo allo statuto-


Qui Interpreto io:


Quindi solo il popolo può rappresentare, la continuità dello stato, la stabilità dei suoi ordinamenti, in una parola l'interesse generale della patria tanto nel presente quanto nel futuro.


Dall'anonimo Cacchione per voi

giovedì 19 giugno 2008

Messaggio per Pantera nei commenti ora leggete qui che fa bene



[...] Ciò che vogliono questi individui, temo, è migliorare il mondo! L'illusione che con la forza si possa imporre un periodo di buon governo e prosperità alla specie umana, è una tra le più pericolose che hanno. Chi è impegnato a far denaro può nuocere ben poco, è proprio la sua avidità a distruggere i suoi sforzi. Ma la fede in uno stato superiore di esseri umani, in Superuomini atti a governare il resto del mondo in decadenza, questa, Victoria, è la più malvagia delle convinzioni. Perché quando uno dice:"Non sono come gli altri uomini", ha perso le due cose più preziose che abbiamo cercato di raggiungere: L'umiltà e la Fraternità.[...]

martedì 17 giugno 2008

Titolo: Alice e i 7 gnometti pelosi Hi Crak


(Premetto subito che questa storia è stata scritta alle 2 di notte da me e mio fratello, entrambi parecchio andati, dovete capire anche che la stò traducendo sul momento poichè la scrittura è illegibile e molte parole hanno preso un propirio significato es: bambina=Pirla)


E'èra una volta una piccola bambina di nome Ashe(cois?) scis che provò il t(ie?) ea della Nonna, Maria(non riferito alla nonna).

Dopo 6 litri di tea Maria usci I(di?)n Gia(r?)dino per andare a giocare nella sua casetta, qui inc(anta?)ontra 7 Na(ri?)ni pelosi (ma non erano gnomi?) hi crak e scoprì il pe(ra?)rché h(iaia)i crak, pe(r?)ché sa(ra?) pe(n?)do in a(n?)ticipo della loro rott(ur?)a al (t?)occo prima dic(he?)va h(a?)i e poi (e?)facev(rra?)no crak.

I 7 (Luoghi?) pelosi hi crak racco(n?)tar(ee?)ono allora alla (pirla?) della st(r?)age dei 40 pelosi in u(t?)n te(m?)po re(a? mo?)to una bi(n?)ca (balla?) di n(a?)eve (di [nave?] pe[r?]ché [capeto?] di [ocoo?] zucchero impalpabile) si fu(m?)o i 4 o crak pelo(zi?).

Se(n?)te(n?)do la Sto(r?)ia la (bralia?) pia(n?)se e i 7 hi crak si sciolsero e l(a?)i trist(i?) prepar(eo?) altro (tie?) con i (1?)ei resti dei 7 hi crak.

Da allora v(e?)sse felice e (corretta?) fra le braccia del coniglietto rosa Pinkcocc.


FINE



lunedì 16 giugno 2008

Inseguendo....


Seduto scrivo al computer, la finestra è aperta ed una leggera brezza entra ad accarezzarmi il viso, la musica è alta, voglio che venga ascoltata, sono stanco e pieno di pensieri e mentre scrivo mi distraggo spesso.

La brezza porta la mia testa ad osservare le lente movenze dei rami degli alberi, splendide creature rilucenti dell'amore del sole, osservo e penso però, al contrario di molti, i miei pensieri non disturbano, non parlano, semplicemente scorrono.. come i dolci flutti di un ruscello di montagna non disturbano ma accompagnano.

E mentre son così perso, fra il sogno ed il pensiero, la musica corre inesorabile e guida, mi guida come fà la mano dell'uomo con i flutti della corrente, mi ordina a suo rischio.

A cosa penso ? non lo sò, forse a tutto e forse a niente, le emozioni si susseguono nel mio corpo stimolate dalla musica ed è come la potenza dell'onda, richiamano la forza della terra, violente e dolcissime mi prendono qui su questa sedia sottile con lo sguardo perso nell'immensità del cielo a seguire il volo delle rondini.

Ed è così che non sono più seduto a scrivere ma in viaggio lungo i sentieri sconosciuti delle immagini della mia mente al disperato inseguimento di un'intuizione.

Dove mi condurrà non lo sò e non me ne importa perchè, come disse una volta qualcuno l'importante non è la metà ma il viaggio e soprattutto la volontà d'intraprenderlo.

domenica 15 giugno 2008

Stavo rileggendo i post scritti dal Francescooh... e mentre rileggevo ricordavo i bei momenti e le occasioni perdute... mi son quasi messo a piangere (e la cosa ha un certo rilievo visto che io non piango più dall'età di tre anni) e lo sò che ancora non è passato l'esame e che ci rivedremo solo.....mi mancate tutti da morire da morire da morire e ogni volta che leggo i post di francescooh e vedo le foto mi sento male.. profondamente...........

Arriva la Dittatura ?


L'esercito nelle città a scopo preventivo per circa sei mesi un anno ? ma che siamo scemi ? mi sembra sembre di più un'atmosfera controllata, molto stile Dittatura e non vorrei che degenerasse... bah forse gli Italiani vogliono questo chissa.. Intanto il Petrolio aumenta insieme ai rifiuti e noi poveri cretini ci impegnamo a mettere il nucleare quando il resto del mondo lo sta togliendo per andare sulle energie rinnovabili..bah siamo il Paese al contrario primi in genialità sottomessi in politica menefreghisti sfacciati ma che me la prendo a fare ? tanto non c'è nessuno che abbia le palle di entrare in politica e risollevare la situazione. I politici sono le persone più scarse che ci possano essere, se non sai far nulla sta pure tranquillo ragazzo che diverrai un grande politico..Bah


-[...]La politica democratica tende invece ad assicurare il benessere del maggior numero dei cittadini; deve perciò favorire l'Istruzione pubblica, l'Industria, l'Agricoltura, ridurre al necessario i pubblici pesi, provvedere alla classe Lavoratrice, Garantire la Libertà.-


Giovanni Giolitti novembre 1886 in un discorso ai suoi elettori.

sabato 14 giugno 2008

La Balalaica


-Qui c'è ancora la città! qui c'è la gente dentro hai bar!-


Cosi inizia Ruggeri nella sua Balalaica ed io apprezzo ciò perchè mentre lui canta io vivo nella sua musica tutte le città del mondo poichè esse sono la mia città la mia vità, la vita dell'uomo moderno.

C'è ancora la città c'è ancora l'umanità c'è la gente dentro i bar

Ci siamo ancora solo che ci siamo persi bisogna ritrovarsi, eppure è facile basterebbe guardarsi dentro..eppure è difficile perchè l'uomo moderno conosce cosi bene se stesso da non riconoscersi più nell'estraneo che vede dinnanzi a se.


-Qui c'è ancora la città! qui c'è la gente dentro hai bar! il cielo è sopra la città! e ci difende e sempre ci accompagna. qui c'è tutta la città..la Miia-



C'era una volta una ragazza


C'èra una volta una ragazza.

In un pomeriggio di una lunga giornata di mezzo... erà lì ferma, come una bianca statua d'ebano risplendente del calore del sole. Osservava la piazza e la gente come pallide ombre di un mondo mortale, troppo lontani per essere vita, troppo distanti per essere morte.

Lei era.

Tutto l'essere risplendeva al calore d'un suo sorriso, nei suoi occhi pallidi meriggi risplendevano di gioia ed il tempo, docile creatura, le regalò gioventù, e la terra, madre premurosa, le regalò bellezza.

In Lei.

Per Lei.

Con Lei.

Il Mondo girava per Lei regalandole le stagioni, pallide imitazioni delle sue emozioni.

C'èra una volta una ragazza...era Lei.

Steven Levenkron, La ragazza perfetta


"LE ADOLESCENTI GRANDI DIGIUNATRICI TRAGGONO DAL TRIONFO SUL cibo un orgoglio ed un benessere strano. E' come se non dando da mangiare al corpo avessero la sensazione di alimentare la mente […] ad un certo punto del loro calvario ascetico hanno l'impressione di essere vicine a diventare solo mente, di aver cancellato l'odiatissimo corpo, i suoi squallidi bisogni, le sue volgari rimostranze".


E' Gustavo Pietropolli Charmet, professore di Psicologia dinamica all'Università di Milano, a firmare queste parole contenute in un breve saggio -"L'ideale spietato"- posto a prefazione di un romanzo sull'anoressia. La prefazione del professore e la postfazione di Maria Gabriella Gentile, dirigente del servizio di nutrizione clinica dell'ospedale San Carlo di Milano, da sole basterebbero a definire e a dare direttive "tecniche" più precise di un male psichico talmente tanto discusso dai media da risultare oramai quasi "ordinario". Che i mezzi di comunicazione e l'editoria subiscano, come quasi tutto, l'influenza di "mode", o meglio di ondate informative che portano a galla problemi sociali per poi sommergerli nuovamente, non è cosa nuova, ma di anoressia se ne è talmente tanto parlato, scritto e letto che a volte può sembrare assurdamente ripetitivo, quasi "banale", portare di nuovo la questione al centro dell'attenzione. Discorso che crolla se però si pensa a quante persone possano ancora soffrirne, a quante ancora si lasceranno morire di fame per via di un'ossessione, di un male ostinato e difficile da fermare una volta insidiatosi nella testa di una ragazza, di una donna -è notoriamente il sesso femminile in special modo a soffrire di questa malattia nervosa. Ecco, uno scritto come "La ragazza perfetta" non è un bel romanzo e chi l'ha scritto non è infatti un romanziere, ma uno psicologo e psicoterapeuta newyorkese, uno fra i maggiori esperti mondiali di anoressia nervosa e di disturbi dell'alimentazione; la descrizione di stati d'animo e situazioni può di conseguenza essere decisamente verosimile. Pur non avendo niente di letterariamente valido, questo libro è utile, fortemente pedagogico, esatto nell'esame della situazione "media" entro cui un'adolescente potrebbe ammalarsi di anoressia nervosa. Una famiglia della borghesia americana, un padre buono ma poco comunicativo, spesso distante per lavoro, una madre mite e ansiosa, una sorella maggiore ribelle e bellissima, un fratello modello di perfezione creano il contesto entro cui si dipana la storia di Francesca, la storia della sua malattia. La danza, l'inizio di una dieta, la solitudine, il continuo senso di inadeguatezza, poi la malattia vera e propria con ospedali, medici e psicologi vari. La "trafila" ormai si conosce, è penosa e difficile da vincere, è diffusissima. "La ragazza perfetta" insieme a "Briciole. Storia di un'anoressia" di A.Arachi e "Una fame da morire" di G.Schelotto che sono diventati, fra i molti altri, alcuni dei classici sull'argomento, ha venduto solo negli USA più di 500.000 copie proprio per l'estrema chiarezza espressiva, per l'immediatezza con cui l'autore riesce, tramite lo "stratagemma" narrativo, a divulgare la conoscenza di un male ancora tanto misterioso e a illustrare sul finale -anche se in maniera piuttosto semplicistica- i possibili metodi di guarigione.

Siamo tornati da un lungo e travagliato viaggio ai confini dell'assurdo


Cavolo e ci credo che non riuscivo a conettermi qualche stronzo si era attaccato alla linea telefonica... beh fa nulla ora ci sono e questo è quello che conta.

lunedì 9 giugno 2008

Ei non sono morto,solo che ho la connessione fottuta



Ei ragazzi ancora sopravvivo, purtroppo la mia connessione è andata per problemi di servizio quindi in parole povere non potrò connettermi se non a sprazzi da computer di altre persone (ora sono al comune di artena dove ho gentilmente requisito un apparecchio). Volevo scriverlo prima ma per le ragioni che sapete non ho potuto farlo, ad alcuni è già arrivato come messaggio, scrissi ciò in un momento No ma devo dire che mi piacque tanto che ora lo ripropongo qui a voi, prendetelo come un augurio.





Sempre vostro


Livio





-Ho sognato un tempo in cui i giorni erano secoli cullati da canti eseguiti nelle onde del mare degli anni, Ora il sogno è finito ed io umile brezza saluto voi onde perdute con la speranza di ritrovarvi, un giorno, tra le larghe pieghe del ricordo di un piacevole dolce sogno.-




mercoledì 4 giugno 2008

Innnnn sintex for canmbrig this precorsur immagin


In sintesi la successione mensile -ma non troppo del pen-ultimo period-ooh


Alloraaaa.... si puo iniziare col dire che questo mese è stato un pò un casino, compiti interrogazioni e rotture di scatole continue-sopravvivenza zero-tolleranza oltre.

ma siamo buoni e diciamo che in fin dei conti non è andata cosi male, qualcosa si è recuperato, qualcosa no.. ma va così... va e basta.

In effetti non ho molto da dire è stato un perido mordi e fuggi nel quale non mi ritrovo molto, a scuola non saprei.. mi pare che Francescooh renda meglio la situazione con i suoi post alla... alla.

Notiziona, non potrò scrivere per un pò quindi non aspettatevi nulla.

Saluti.

Mel

Vita Eterna

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