lunedì 6 ottobre 2008

All'Oro



Il Papa oggi ha detto che i bisogni umani sononiente se paragonati alla parola di Dio, che il Denaro non è niente rispetto alla parola di Dio, che tutti coloro che vi hanno fatto affidamento sono giustamente crollati(riferimento al crollo delle borse americane ed europee) ma.. mi può per favore, e molto gentilmente, spiegare come fà una famiglia a campare con la parola di Dio ?

Lui non ha problemi è ricco servito e riverito tutto il giorno, veste in porpora ed oro, espone anelli e crocefissi riccamente lavorati in Oro, ha delle unghie niente male chissa.. quanto gli verrà la manicure ?

La parola di Dio non sfama, il denaro Si, la parola di Dio non ti garantisce una casa ed una famiglia, il Denaro Si, La Parola di dio è una guida e va giustamente seguita ma non è l'unica via ne può pretendere di esserlo potrà esserlo solo quando tutti condivideranno Tutto, quando Tutto sarà di Tutti, quando anche persone come Lui inizieranno a fare qualcosa contro la povertà vera ma succederà mai ? o dovremo aspettare la fine della chiesa ?

Il Cristianesimo vero non è dolore ne miseria ma parte da esse ed insegna, la Chiesa è opulenza e potere, la Odio profondamente.


A questo proposito vi rporto qui di seguito un passo di riflessioni molto interessante su cui vorrei le Vostre riflessioni, sopratutto quelle di Matteo, (entra nel discorso precedente se visto sotto una certa ottica):


Un aspetto caratteristico della Parashat Bereishit, oltre che efficace da un punto di vista strutturale, è costituito dal fatto che questa parte della Genesi si apre con il racconto della creazione e si conclude con la decisione di Dio di distruggere quasi tutto il Creato.

La sua insoddisfazione nei confronti dell'umanità si manifesta da prima in modo non cruento -il primo segno è la decisione di limitare drasticamente la lunghezza della vita umana, da circa 1000 anni a soli 120- ma trova il suo drastico culmine nella constatazione che con la proliferazione della razza umana si assiste ad un aumento esponenziale del vizio e del peccato.

-Mi pento di averli creati- dichiara Dio; -Si pentì di averli creati- il testo riecheggia le sue parole.

Questa affermazione al termine della Bereishit prelude alla narrazione che le fà seguito nella lettura settimanale, la Parashat Noach. Noach, la storia del diluvio, è uno dei primi, compiuti tentativi letterari di rappresentare la totale distruzione del mondo.

Dico -totale distruzione- anche se, a voler essere precisi, la parola ebraica pronunciata da Dio per descrivere i suoi piani riguardanti l'umanità e tutte le forme di vita sulla terraferma -è interessante notare come le creature del mare siano risparmiate- ha un significato più sfumato. Dio afferma che -dissolverà- la propria creazione: ehm'cheh.

Rashi si figura le perplessità del lettore, che si atenderebbe un verbo più convenzionale, per esempio .distruggere- o -annientare-(Friedman traduce -annientare- senza alcun commento; al contrario si sofferma a lungo sull'elaborata e suggestiva alliterazione della radice consonantica del nome ebraico di Noè, Noah, cioè delle lettere N e H, ricorrente in tutta la storia del diluvio: NoaH masa'HeN -Noè trovò grazia-, wayyNNaHem -si pentì-, NiHamti -mi pento-, wattaNaH -e l'arca si fermò-, e così via).

Il commentatore medievale francese ci ricorda che gli esseri umani vennero creati dalla terra, e pertanto Dio pone in atto la loro dissoluzione come se versasse acqua su statuette d'argilla. Leggendo questa osservazione, mi venne in mente che l'acqua è necessaria alla creazione di tali modellini (come ogni bambino che ha giocato con l'argilla sa bene): la considerazione di Rashi sull'annientamento dell'umanità per mezzo dell'acqua ci riporta al momento della creazione -esiste quindi una precisa complementarietà.

Un sottile legame tra concetti opposti -creazione, distruzione- ricorre in tutta la Noach. Per esempio, cosi come la distruzione narrata nella Noach è legata al precedente atto della creazione della terra (omeglio, dal fango) descritto nella Bereishit, in seguito un particolare della storia del diluvio suggerisce a sua volta la relazione tra l'annientamento provocato dal diluvioe il successivo atto della creazione -cioè a dire, la ripresa della vita a opera dei pochi superstiti. In diversi commentari midrascici viene spiegato che le cataratte che cancellano tutti gli esseri viventi dalla faccia della terra erano bollenti e sulfuree; nella stessa Torah, all'inizio della Noach, si apprende che l'arca, il mezzo della salvezza e di redenzione del diluvio sulfureo, era costruita con un legno conosciuto come Gopher -termine, come nota Raschi, derivante da Gaf'riyth, -sulfureo-.

Nella Genesi esiste quindi un complesso rapporto tra la creazione, la distruzione e la rinascita, atti distinti e apparentemente antitetici che in realtà sono avviluppati in un intricato e infinito groviglio.

Questa interconnessione indica a sua volta un significato ben più profondo che il testo intende veicolare. Se la Noach fosse semplicemente il racconto di una distruzione totale -senza sopravvissuti, senza rinascita- non riuscirebbe a mantenere vivo a lungo l'interesse del lettore: ironicamente, è proprio l'esistenza di quei pochi sopravvissuti a farci apprezzare la portata della distruzione. Al contrario, per comprendere appieno quanto siano preziose le vite che vengono salvate è necessario conoscere nella sua reale portatal'orrore da cui esse furono così miracolosamente preservate.

3 commenti:

francescooh ha detto...

livio domani io stò in stazione ti aspetto ciao.

Cecilia ha detto...

non credo ergo non mi pongo i problemi di chi crede
dove inizia la religione finisce il pensiero quindi non potrei argomentare su qualcosa che è tutto tranne che una tesi logica

sinistro ha detto...

Io non credo che la religione limiti il pensiero, lungi da me, la religione è un'altra forma di pensiero, io non tollero chi la usa per i suoi scopi visto infatti che la religione è una forma di pensiero viene vista o meglio sentita, in maniera differente da persona a persona pertanto è ad un livello personale non Sociale. perche ci dev'essere un capo ? non sono tutti uguali davanti a Dio ? o c'è qualcuno che è più uguale degli altri ?

Mel

Vita Eterna

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