domenica 25 gennaio 2009

Serial killer al femminile




L'argomento “serial killer”, come popolo e come nazione, ci riguarda marginalmente, ma in realtà ci stiamo accorgendo che alcune tendenze nei delitti di cronaca nera degli ultimi vent’ anni portano nella direzione degli assassinii seriali. Ultimamente nelle pagine dei giornali stanno affiorando sempre più crimini cosiddetti "inspiegabili" e portati a compimento con efferatezza spesso inaudita. Gli Stati Uniti hanno il 75 % dei serial killer, ma il fenomeno è in espansione anche in Europa, soprattutto in Russia e in Gran Bretagna.
In Italia abbiamo avuto ventisette assassini seriali dal 1982 al 2002 e siamo al quinto posto dopo Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Canada e Giappone. Il termine “serial killer” è utilizzato dal FBI, con precisione dal National Center for the Analysis of Violent Crime, dalla fine degli anni ’70, per indicare “qualcuno che ha ucciso in almeno tre occasioni, con un periodo di pausa (cooling - off) in mezzo ad ognuna”. I serial killer sono in prevalenza maschi bianchi sui trent’anni, piuttosto ordinari, se non addirittura inadeguati, ma per quanto possa essere difficile collegare una donna, colei che dà la vita, alla brutalità, alla violenza, al sangue, alla fredda selezione delle vittime esistono assassine seriali. Si è sempre creduto che i serial killer fossero uomini e questa convinzione era così radicata che quando nel 1991 fu arrestata in Florida Aileen Wuornos i giornalisti diedero la notizia sconvolgente della prima donna serial killer.
Questo elaborato è utile per smentire questa affermazione descrivendo le caratteristiche delle serial killer al femminile, elencando i delitti di numerose omicide seriali nella storia. Anche se in misura inferiore rispetto agli uomini, il crimine muliebre risulta statisticamente da sei a otto volte minore di quello maschile e tale rilevazione trova riscontro in quasi tutti i paesi. E’ stato considerato che un numero inferiore di atti criminosi commessi dalle donne potrebbe essere più un fatto apparente che reale, in quanto molto spesso una certa parte delle condotte criminose femminili non viene rivelata. Il criminologo Pollack ha parlato di mascheramento dei crimini muliebri dovuti ad un comportamento complice volontario o involontario maschile. È raro trovare degli studi sull'omicidio commesso da donne e sono ancora più rare le ricerche sull'omicidio seriale commesso da queste e questo elaborato è stato ricavato da una approfondita ricerca su Internet e sui libri, durante la quale il mio interesse per l’argomento è stato solo in parte soddisfatto a causa della scarsità del materiale scritto in proposito.
Alcuni autori che si sono occupati di omicidio seriale sono propensi, erroneamente, a credere che non esistano donne serial killer, soprattutto se si considera assassino seriale soltanto chi uccide con un movente sessuale, manifestando una o più perversioni. Cameron e Frazer sostengono che "solo gli uomini sono dei cacciatori compulsivi guidati dal bisogno di uccidere". Il movimento femminista, soprattutto la sua frangia più radicale, nega qualsiasi possibilità che ci possano essere serial killer donne e l'argomento principale a sostegno di questa teoria è che gli assassini seriali sono il prodotto della società patriarcale. La criminologia femminista tende ad analizzare solamente i casi in cui gli uomini uccidono sadicamente le donne.
Questa corrente va ad aggiungersi a tutti gli altri studiosi che tendono a sottostimare l'entità dell'omicidio seriale femminile. Segrave ritiene che sia più giusto parlare di assassine multiple perché negli omicidi commessi da individui di sesso femminile non è presente la componente sadica tipicamente maschile. Gli autori che ammettono la presenza di donne assassine seriali la stimano dal 5% al 15% rispetto al numero complessivo di serial killer. La sessualità riguarda indifferentemente entrambi i sessi e coinvolge questioni anche apparentemente al di fuori della sfera sessuale. Freud ci insegna che la storia sessuale di un individuo ci offre le chiavi per aprire le porte della sua vita, poiché è nel suo modo di vivere la sessualità che sono impresse le tracce del suo modo di essere nel mondo.
La dimensione della corporeità cambia a seconda del fatto di essere uomini o donne. Gli individui di sesso maschile presentano la maggior parte delle devianze sessuali, almeno nelle forme più estreme, e questo può essere attribuibile ad una presunta maggiore vulnerabilità dell'uomo riguardo alla propria identità di genere, così come ad un minor controllo delle pulsioni erotiche. Il comportamento delle donne serial killer sembra avere connotazioni differenti ed essere fenomeno meno dipendente da problematiche riguardanti la sfera sessuale. Il grado di aggressività sadica è inferiore nelle assassine a causa dell'acculturazione delle donne, che scoraggia le manifestazioni violente, e della relativa assenza dell'ormone maschile legato all'aggressività, il testosterone. Il gentil sesso è più incline ad interiorizzare i fattori scatenanti lo stress, tendendo a punirsi mediante l'alcolismo, l'assunzione di droghe, la prostituzione e il suicidio.
Non tutti gli assassini seriali sono serial killer sessuali. Alcuni uccidono per ragioni diverse dal sesso: denaro, gelosia, vendetta, potere o dominio. In questa cerchia di motivazioni può essere ricondotta la causa scatenante del comportamento omicidiario seriale femminile. La maggior parte delle donne è estranea all'esperienza di fantasie omicide sessualmente sadiche, mentre agisce per motivazioni economiche o di potere. Relativamente alle modalità d'azione, raramente le donne serial killer fanno a pezzi i cadaveri e optano per l'uccisione mediante sostanze venefiche e strangolamento, per ragioni di forza fisica, ma non soltanto. Sono astute, adescano con grande abilità e seduzione, ma poi diventano glaciali e spietate.


continua....

3 commenti:

fungo ha detto...

livio...

Francescooh ha detto...

Livio,sai che Jack lo squartatore in verità era una donna?
Non lo sapevi?
Bé ora lo sai.

sinistro ha detto...

Lo sapevo, ma questa è una tesi ancora non ufficializzata anche se è la più credibile poiche parte dall'analisi di un capello che a suo tempo fu trovato sul cadavere della 2a vittima.
Un'altra tesi molto acreditata è quella secondo cui fosse un membro della casa reale, anche qui ci sono molti fattori a sostegno ma dopo 400 anni non credo che si possa stabilire con sicurezza ;)

Mel

Vita Eterna

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