domenica 2 gennaio 2011

Morire da eroe o Vivere tanto a lungo da diventare il cattivo








Da un pò di tempo, per mia fissa personale, la sera ho preso l'abbitudine di vedere tutti i vecchi episodi televisivi delle serie animate della mia infanzia che all'epoca mi sono perso.


Questa sera ho appena finito di vedermi tutti i 105 episodi della serie originale dell'Uomo Tigre, se non ne siete al corrente vi informo ora che questa serie anime è stata tratta da un fumetto (Tiger mask) del 1969 scritto e disegnato da Ikki Kajiwara e Naoki Tsuji e pubblicato dalla Kodansha, il nome di Ikki Kajiwara è fittizio in realtà il vero nome del disegnatore è Asaki Takamori conosciuto soprattutto per aver scritto il celebre manga di Rocky Joe e molti altri manga di carattere sportivo.


L'Anime in questione è stato trasmesso in Giappone dal' 69 al '71 ed è arrivato in italia tramite la ITB negli anni '80.


Penso che tutti ne avrete visto almeno una puntata durante la vostra infanzia, io non ero mai riuscito a vedere la fine, cosi un pò per sfizio mi sono rivisto tutti gli episodi e devo ammettere che una serie più triste non l'avevo mai vista, io mi ricordavo incontri epici con combattimenti mortali, (Adoravo soprattutto la grafica terribile ed i rumori di plastica che facevano i personaggi!) invece scopro che la storia è tutta incentrata sulla tematica dell'abbandono e del riscatto sociale, è una serie che inizia tristemente e finisce in Dramma, vi faccio un breve riassunto;


Naoto Date è un orfano che scappa dall'orfanotrofio per diventare un famoso lottatore di wrestling in modo da guadagnare tanti soldi e poter aiutare i bambini che si sono trovati nella sua stessa posizione, ci riesce tramite un'organizzazione criminale che lo aiuta trasformandolo in un combattente sleale ma che al contempo lo ricatta chiedendogli a fine di ogni incontro una quota sugli incassi. Divenuto famoso, torna al suo vecchio orfanotrofio e scopre che i direttori suoi vecchi compagni sono indebitati fino al collo e non riescono a pagare gli interessi, deciso ad aiutarli Naoto da i soldi che ha impegnato per l'organizzazione per pagare i debiti dell'orfanotrofio, additato come traditore viene perseguitato sia sul ring che nella vita reale, riscattatosi egli decide di seguire un comportamento corretto e cambia vita ma combattimento dopo combattimento l'organizzazione, che lo vuole morto, cerca di distruggerlo anche psicologicamente cercando di costringerlo ad un comportamento scorretto, alla fine egli non muore ma per soppravvivere ai continui attacchi sara costretto ad usare gli stessi metodi dei suoi avversari fino a che uscitone vincitore non sara divenuto identico a loro.


Come a dire che non essendo morto da eroe è vissuto abbastanza a lungo da diventare il cattivo, lo trovo un concetto incredibilmente interessante riproposto tra l'altro in una serie più recente con Batman, il cavaliere oscuro.

3 commenti:

matteo ha detto...

questo post è molto interessante. L'Uomo Tigre faceva parte della mia infanzia, ma non ricordo niente de sta storia dell'orfanotrofio (mi pare di aver ricordi vaghi dei problemi che si faceva il protagonista sulla giustizia)

Luigi ha detto...

Io invece credo di non averlo mai visto. Comunque le riflessioni sono molto interessanti. Un approccio diverso alla sfida tra bene e male.

fungo ha detto...

dell'uomo tigre avevo un vago ricordo, fino a qualche mese fa quando mi è capitato di vedere un episodio in tv e un po' la trama l'ho intuita...

figo però oh...

Mel

Vita Eterna

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